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L'Archivio Sidney Sonnino

Album fotografici di famiglia
Montespertoli, Archivio Sidney Sonnino

Archivio Sidney Sonnino

Indirizzo: Castello Sonnino - Via Volterrana Nord, 10 - 55025 Montespertoli (FI)

Tel.: 0571609198

Indirizzo e-mail: centrostudi.sonnino@tiscali.it

Questo testo è tratto da L'Archivio Sidney Sonnino, a cura di R. Baglioni, in «Quaderni di Archimeetings», n. 21, 2009.

Puoi trovare la versione integrale in formato pdf sul sito ANAI Toscana

Sidney Sonnino nacque a Pisa nel 1847 da Isacco, banchiere di origine ebraica nobilitato nel 1862 dai Savoia. Conseguì la laurea in Legge e poco dopo abbandonò l’attività di procuratore legale per prestare servizio in diplomazia tra Madrid, Vienna, Berlino e Parigi. Ritornato nel 1871 a Firenze si dedicò ad un’intensa attività saggistica; eletto deputato nel collegio di San Casciano Val di Pesa nel 1880, si distinse per una posizione politica autonoma da Destra e Sinistra, entrando a far parte del gruppo dei cosiddetti “dissidenti di destra”, capeggiati da di Rudinì. Nel dicembre del 1893 fu ministro delle Finanze e, ad interim, del Tesoro nel terzo Governo Crispi, dove lavorò con successo al rinnovamento della struttura bancaria del Paese e impose nuovi controlli sull’emissione monetaria. Caduto Crispi, si aprì una fase assai controversa della carriera di Sonnino, con la pubblicazione nel 1897 del suo saggio più famoso, “Torniamo allo Statuto”, in cui esortò la monarchia a riprendere il suo ruolo istituzionale invocando il ritorno alla lettera dello Statuto albertino. Nel 1901, insieme ad un’élite intellettuale liberale contrapposta a Giolitti, fondò il quotidiano “Il Giornale d’Italia”. Nel 1906 e nel 1909 Sonnino costituì due governi che ebbero vita breve; rifiutata l’offerta del Re di diventare di nuovo Presidente del Consiglio, l’ultimo impegno ministeriale fu l’assunzione nel 1914 del dicastero degli Esteri. Determinante fu il ruolo di Sonnino nella scelta di combattere a fianco degli Alleati, con i quali condusse le trattative segrete che portarono alla firma del Patto di Londra. Rimasto a capo degli Esteri nei governi che si succedettero nel corso della guerra, Sonnino difese sempre l’applicazione letterale dell’accordo londinese e si oppose ad una politica delle nazionalità nei territori dell’Impero asburgico, impostazione che lo mise in difficoltà alla Conferenza di Versailles, dove forte fu l’opposizione alle richieste italiane. Nominato senatore nel 1920, non prese mai la parola nell’assemblea vitalizia. Morì a Roma nel 1922.

Alla sua morte le carte conservate nella dimora romana furono prelevate dal Ministero degli Affari Esteri, mentre non furono intraprese operazioni di verifica su altre presumibili giacenze che andarono disperse. Riuscirono però a salvarsi le carte conservate presso il Castello di Montespertoli, agglomerato di origine medievale acquistato dal padre Isacco nel corso degli anni ’40 dell’800. La storica dimora, lasciata da Sidney Sonnino al nipote Leone De Renzis, è ancora oggi proprietà di questo ramo della famiglia che l’ha eletta sede dell’omonima azienda vitivinicola. 

L’Archivio Sidney Sonnino cui oggi ci riferiamo rimase per lungo tempo nascosto in un ripostiglio a Montespertoli, per volontà del suo stesso produttore. Nel 1967 le carte furono accidentalmente ‘riscoperte’ dal professor Benjamin F. Brown della University of Kansas; ne emerse una ‘raccolta’ di documenti che lo statista stesso aveva cercato di classificare. Dopo un primo intervento di riordino e cartolazione ad opera del professor Brown ed una campagna di microfilmatura, l’archivio (notificato dalla Soprintendenza Archivistica nel 1969) è stato recentemente oggetto di inventariazione analitica da parte di Roberto Baglioni.

Il fondo a noi pervenuto si compone di 149 buste ed è suddiviso in cinque sezioni:

I. Manoscritti dal periodico “Rassegna Settimanale” (bb. 1-16; 1878-1880). Consistono nelle bozze finali degli interventi, per gli anni 1878 e 1880, dei redattori stabili e degli autori ospitati dalla rivista (si ricordano Pasquale Villari, Giosuè Carducci, Telemaco Signorini, Renato Fucini, Luigi Bodio, Tommaso Cambray Digny, Antonio Salandra, Giuseppe Zanardelli).

II. Carteggi, carte personali e professionali, manoscritti, materiali diversi e a stampa - I partizione (bb. 17-74; 1830-1922). La serie, formata da Sonnino stesso mediante fascicoli intestati per argomento, senza seguire una precisa struttura organizzativa, subì l’intervento successivo del professor Brown che, interessato a enucleare i materiali relativi all’attività di Ministro degli Esteri, ha determinato l’attuale divisione in due partizioni. In questa prima partizione spicca la corrispondenza intrattenuta da Sonnino con gli elettori del suo collegio, con i rappresentanti delle amministrazioni locali e con importanti esponenti dello Stato, del mondo della politica e della cultura, rivelando il meccanismo del consenso elettorale e  l’attuazione di illuminati interventi di politica del territorio. Tra i manoscritti si conservano il Diario insieme ad ampie raccolte di citazioni letterarie ed aforismi; appunti vari; scritti su argomenti filosofico-letterari; contributi alle conferenze dantesche; documenti sulla gestione editoriale de “Il Giornale d’Italia”, “La Rassegna Settimanale” e “L’Opinione”. Non manca, anche se in misura minore, la corrispondenza privata con amici e familiari.

III. Documenti diplomatici - Serie dei telegrammi di Stato in arrivo e partenza (bb. 75-103; 1914-1919). Si tratta di oltre 45.000 unità, in arrivo e in partenza, da cui si può ricostruire la cronaca e la complessa trama degli eventi bellici “ora dopo ora”. 

IV. Carteggi, carte personali e professionali, manoscritti, materiali diversi e a stampa - II partizione (bb. 104-138; 1914-1919).  La seconda partizione s’incentra sui materiali prodotti da Sonnino in qualità di Ministro degli Esteri e si compone di memorandum di natura politica, discorsi parlamentari, ricchi memoriali di politica estera corredati da preziose mappe geo-politiche, note private e ritagli di articoli a stampa.

V. Addenda al carteggio: documenti personali e familiari; amministrazione del patrimonio (bb. 139-149; 1803-1947). La serie si è in parte formata come raccolta postuma di documenti riguardanti vari componenti della famiglia e contiene diplomi, onorificenze, testamenti, pratiche d’affari e corrispondenza personale a partire dai primi anni dell’Ottocento.

A completamento delle cinque sezioni menzionate, si aggiungono alcuni album ed inserti di fotografie.

Nel Castello di Montespertoli sono inoltre conservati spezzoni di due fondi archivistici, quello familiare degli Zappi, e quello aziendale relativo alla gestione della fattoria di Montespertoli. In due ampi locali attigui all’archivio è conservata anche la biblioteca appartenuta a Sonnino, che si caratterizza per la sua particolare valenza funzionale in quanto destinata a supportare le esigenze specialistiche e di documentazione dello statista. 

Il Castello di Montespertoli è sede ufficiale, dal 2005, del “Centro Studi Sidney Sonnino” che promuove iniziative di ricerca e di studio relative alla vita, all’opera e al pensiero dello statista.

Per saperne di più:

Inventario dell'archivio di Sidney Sonnino, a cura di Roberto Baglioni, in «Quaderni Sidney Sonnino per la storia dell'Italia contemporanea», n. 2, Firenze, Polistampa, 2009

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